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Comune di Avellino
15 Aprile 2026
Ultima pubblicazione: 15 aprile 2026 15:49:00
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Politica

ATRIPALDA: QUANDO LA SOLIDARIETA’ SI RIDUCE A CARITA’.

E’ possibile aiutare una famiglia indigente con trenta euro? Ad Atripalda sì, almeno secondo l’amministrazione Comunale. E’ questa infatti la somma destinata a quaranta nuclei familiari economicamente disagiati dalla delibera di Giunta n. 207 del 7 dicembre (progetto “Regala sporta”), sotto forma di “voucher” da utilizzare (fino al sei gennaio; dopo, evidentemente, non si mangia più) presso alcuni supermercati cittadini nel periodo delle festività di fine anno.

Trenta euro: una mancia, una forma di carità, un’elargizione in stile borbonico. Per una famiglia media di quattro persone, fanno sette euro e mezzo a testa: siamo al di sotto del classico piatto di lenticchie, insomma. E’ lecito chiedersi, allora, quale perversione del pensiero o impulso sadico possano aver ispirato tale scelta, quale profondo – quantunque non dichiarato – disprezzo per le masse bisognose possa albergare nell’animo di chi l’ha concepita, al punto da trattare delle persone e dei cittadini (sì, sindaco Spagnuolo Giuseppe, PERSONE e CITTTADINI) alla stregua di fastidiosi questuanti, di postulanti appiccicosi, di plebe amorfa a cui gettare le briciole di un sontuoso banchetto allestito a beneficio di altri.

E non si risponda, di grazia, che trenta euro sono meglio di nulla, innanzi tutto perché è un’affermazione offensiva nei confronti dell’intelligenza e dei drammi che i potenziali interessati vivono quotidianamente.

In secondo luogo, perché un’affermazione siffatta cozza clamorosamente con una prassi amministrativa che, quando vuole e con chi vuole, sa essere generosa oltre misura, come dimostrano – per restare alla stretta attualità – i circa diecimila euro (oltre tremila per il solo “Villaggio di Babbo Natale”) spesi per l’allestimento di una kermesse natalizia per molti aspetti fallimentare. Se la sporta della solidarietà è vuota, in compenso il sacco della vergogna è più che mai pieno.

Il guaio è chi se ne è ricoperto non ha nemmeno il livello minimo di coscienza per rendersene conto.
Luigi

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