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25 Giugno 2022
Ultima pubblicazione: 25 giugno 2022 08:01:59
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Politica

SANITA’ IN CAMPANIA: SEMPRE PEGGIO

Sanità in Campania: sempre peggio.

Dall’inizio dell’anno le prestazioni erogate dalle strutture convenzionate, che (purtroppo)sono la larga maggioranza, si fermano a metà mese o anche prima.

Volendo fare un’amara battuta, nella nostra regione bisogna fare attenzione anche a quando ammalarsi.

Tutto nasce dalla Delibera di Giunta Regionale n. 599/2021, la quale ha modificato i criteri relativi ai tetti di spesa.

Mentre il sistema precedentemente applicato, pur tutt’altro che soddisfacente, prevedeva il cosiddetto “tetto di branca”, basato su un budget assegnato a ciascuna ASL, al quale le strutture accreditate attingevano nel corso dell’anno, fino ad esaurimento, la citata delibera ha introdotto il “tetto di struttura” annuo, diviso in parti uguali sui 12 mesi, con la conseguente fissazione di una soglia mensile massima di spesa, superata la quale interviene una sorta di effetto tagliola che comporta l’arresto automatico nell’erogazione delle prestazioni.

Ciò finisce per ridurre drasticamente il numero dei pazienti che le strutture possono accogliere.

Pertanto molti cittadini, spesso con patologie gravi e persistenti, sono costretti ad attendere mesi oppure (qualora ne abbiano la possibilità) a pagare le prestazioni di cui necessitano, con la ovvia penalizzazione delle classi meno abbienti, le quali si vedono costrette a rinunciare ad esami fondamentali o a controlli periodici ed egualmente importanti, come le analisi del sangue.

Nella stessa delibera di Giunta l’erogazione è limitata alle sole prestazioni che rechino l’indicazione di scadenze “urgenti” o “brevi”, scaricando in tal modo la responsabilità della scelta sui medici di base, con conseguenti ulteriori sperequazioni tra pazienti.

Il presidente De Luca, invece di vagheggiare propositi “imperiali” di rielezione attraverso il terzo mandato o di dissertare con i consueti toni violenti ed aggressivi su tutto lo scibile umano, farebbe bene ad assicurare quelle condizioni di civiltà che, soprattutto in alcuni settori essenziali, quali la sanità, mancano nella nostra regione da tempo ( anche e soprattutto a causa delle scelte operate da lui e dalle forze che lo sostengono), e vanno ulteriormente deteriorandosi giorno per giorno.

Chiediamo pertanto l’immediato ritiro della Delibera 599 del 2021.”

Partito della Rifondazione Comunista. Comitato Regionale della Campania

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