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Comune di Avellino
6 Giugno 2020
Ultima pubblicazione: 05 giugno 2020 21:33:09
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Salute

MATTIA HA IL COVID19. E ORA?

ORA IL COVID19 NON È PIÙ COSÌ DISTANTE.

In poco più di due settimane siamo passati dalla percezione che il problema Covid19 fosse lontano e che riguardasse i soli paesi asiatici a viverlo, sempre più inesorabilmente, sulla nostra pelle. Addirittura, il problema siamo divenuti noi italiani. E siamo, tuttora, un modello da seguire per quanti si accingono a vivere, loro malgrado, la nostra stessa terribile esperienza.

Ad ogni nuovo comunicato dell’ISS o decreto governativo continuo a ricevere numerose richieste di consigli. Consigli che vertono sulla necessità o meno di interrompere i cicli di fecondazione assistita, di interrompere la somministrazione di latte materno o, addirittura, di interrompere la gravidanza. Nel timore che l’infezione possa procurare danni al bambino futuro, potenziale o neonato.

Gli interrogativi si moltiplicano sia per le coppie che non devono fare i conti con severe problematiche di infertilità, sia per chi, invece, ha dovuto soffrire per anni tra tecniche omologhe o eterologhe. Si tratta di persone perfettamente consapevoli dei rischi cui devono andare incontro e, oggi, vivono giorni interminabili tra ansie e paure di ogni tipo.

Oggi vi riporto una delle domande che mi sono state rivolte: “DR.SSA IL MIO COMPAGNO HA IL CORONAVIRUS. MA ORA STA MEGLIO. IL CONTAGIO POTREBBE CAUSARE CONSEGUENZE SU UNA FUTURA GRAVIDANZA?

IL COVID19 PUÒ AVERE CONSEGUENZE SULLA FERTILITÀ?

Una recentissima ricerca condotta da un team cinese guidato dagli scienziati dell’Università medica di Nanchino e dell’Università professionale Tecnica e della Salute di Suzhou ha dimostrato che il recettore ACE2 (Angiotensin Converting Enzyme2) media l’ingresso del nuovo Coronavirus nelle cellule umane, esattamente come avveniva per la SARS.

Lo studio ha dimostrato che il recettore ACE2 viene espresso anche nelle cellule dei dotti seminiferi del testicolo, con severe complicazioni del sistema riproduttivo maschile.

Non sarebbe inopportuno, a causa della potenziale patogenicità del virus nei tessuti testicolari, supporre di dover prestare particolare attenzione al rischio di lesioni testicolari nei pazienti durante il ricovero da Sars-Cov-2 (più comunemente definito Coronavirus o Covid19) e valutare appropriati interventi per la preservazione della fertilità dei pazienti, soprattutto per i più giovani… continua la lettura

Dr.ssa Chiara Granato
Biologa della Riproduzione
www.chiaragranato.it

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