Maltrattamenti in famiglia, violenza privata e danneggiamento: assolto 35enne di Gesualdo.
Assolto perché ritenuto non imputabile al momento del fatto, questo l’esito del procedimento penale celebratosi nella giornata di ieri 1° dicembre, dinanzi al Giudice Monocratico del Tribunale di Avellino, nella persona del Dott. Gian Piero Scarlato, nei confronti di un giovane padre residente nel comune di Gesualdo.
Il Tribunale di Avellino, accogliendo la questione preliminare sollevata dall’Avvocato Assia Iannaccone, in qualità di difensore di fiducia del trentacinquenne, ha acquisito la perizia psichiatrica espletata in un precedente procedimento penale a carico dello stesso uomo per fatti analoghi oltre ad una corposa documentazione prodotta dalla difesa al fine di dimostrare il disagio psichico dell’uomo.
I fatti più gravi risalivano alla sera del 28 marzo 2018, quando l’uomo recatosi presso l’abitazione dell’ex moglie per poter prelevare del mobilio, all’accendersi dell’ennesima lite, la colpiva con pugni e calci alla presenza dei figli minori provocandole gravi lesioni personali.
L’uomo in quell’occasione era stato denunciato dai Carabinieri della Stazione di Lioni, i quali avevano immediatamente effettuato l’ intervento su richiesta della giovane donna.
La vittima, infatti, in forte stato di agitazione aveva tentato di scappare dall’abitazione mettendosi alla guida della propria vettura, ma l’uomo al fine di intimorirla ulteriormente, l’aveva seguita e speronata, mettendo a rischio anche l’incolumità dei figli minori che viaggiavano con la madre.
Il Tribunale di Avellino, all’udienza odierna si è dovuto pronunciare nei confronti dell’uomo anche rispetto al reato di “danneggiamento aggravato” contestatogli dalla Procura della Repubblica di Avellino per aver successivamente distrutto il parabrezza anteriore e lo specchietto retrovisore dell’auto Fiat Punto sulla quale l’ex moglie viaggiava insieme ai figli minori.
L’assoluzione per tutti i capi di imputazione ha trovato giustificazione nei documenti prodotti in giudizio dalla difesa ed in particolare nella perizia psichiatrica espletata dal Dott. Francesco Saverio Ruggiero, secondo il quale “l’uomo al momento del fatto era in stato di incapacità di intendere e di volere e quindi non imputabile, poiché le azioni per cui è stato rinviato a giudizio sono state determinate dall’andamento patologico della sua condizione, all’epoca dei fatti non in trattamento farmacologico “.


