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31 Marzo 2020
Ultima pubblicazione: 31 marzo 2020 21:13:57
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Salute

GIORNATA DELLE CARDIOPATIE CONGENITE

Giornata delle cardiopatie congenite.

Oggi, 14 febbraio, è una giornata tutta dedicata a celebrare il cuore.

Non stiamo parlando di San Valentino, ma della Giornata Mondiale delle Cardiopatie Congenite. 

L’obiettivo di questa ricorrenza è quello di riportare l’attenzione su un problema che riguarda circa 8 bambini su 1000 nati ogni anno. 

Bambini che alla nascita risultano essere portatori di una serie di patologie cardiache, caratterizzate da alterazioni strutturali del cuore o dei grossi vasi, dovute ad un’anomala formazione delle strutture durante le primissime settimane dello sviluppo embrionale. 

La giornata vuole celebrare il sacrificio, compiuto in nome della vita, da piccoli guerrieri che iniziano la propria esistenza lottando.

Neonati messi alla prova, non appena venuti al mondo, da un destino poco benigno, che invece di proteggerli e coccolarli in calde e accoglienti cullette, li conduce su freddi tavoli d’acciaio, dove sono costretti ad affrontare operazioni chirurgiche, complesse e rischiose. 

Fortunatamente oggi, grazie ai progressi della medicina, la tenacia di circa l’85% di questi bambini, viene premiata con il recupero delle funzionalità cardiache, che permette loro, non solo di raggiungere l’età adulta, ma anche di condurre una vita normale. 

In questa giornata in cui il cuore è al centro di tutto, in molte città italiane sono stati organizzati eventi  come mostre fotografiche, conferenze, vendite di cuori di cioccolato e concerti, volti a sviluppare una maggiore sensibilizzazione al problema ed a raccoglie fondi a sostegno della ricerca. 

Anche noi vogliamo dare un piccolo contributo a questa campagna di sensibilizzazione, spiegando, seppur brevemente, cosa sono queste patologie. 

Che cosa sono le Cardiopatie Congenite? 

Le cardiopatie congenite sono delle malformazioni che interessano l’apparato cardiovascolare, il cuore ed i grossi vasi, dovute ad un’anomala formazione delle strutture durante le primissime settimane dello sviluppo embrionale. 

Pertanto, sono già presenti nella vita intrauterina e quindi nel bambino al momento della nascita. 

Generalmente queste malformazioni sono ben tollerate durante la vita fetale e diventano sintomatiche solo dopo la nascita, in modo più o meno severo, a seconda della cardiopatia. 

Alcune cardiopatie congenite sono caratterizzate da gravi difetti del cuore e possono richiedere un trattamento medico o chirurgico fin dalle prime ore di vita del bambino. 

Altre, invece, sono meno gravi e possono essere tenute sotto controllo in una fase iniziale solo attraverso una terapia, per poi essere trattate chirurgicamente in una fase successiva. 

Alcune possono risolversi spontaneamente senza necessità di trattamento chirurgico. 

Le cardiopatie possono essere infatti di due tipi: semplici o complesse. 

Sono semplici quando la malformazione è costituita da un difetto dei setti (difetto interatriale, difetto interventricolare, dotto di Botallo) o da una malformazione valvolare. 

Sono, invece, complesse quando sono associati tra loro difetti multipli. 

Da cosa sono causate? 

Ancora oggi non si conoscono con precisione le cause che conducono allo sviluppo delle cardiopatie congenite. 

Nella maggior parte dei casi la cardiopatia si verifica per ragioni che non si conoscono e che non possono pertanto essere verificate. 

Solo l’8% dei casi di cardiopatie possono essere associate ad alterazioni che si stabiliscono al momento del concepimento e possono riguardare i cromosomi, o uno o più di uno dei geni in essi contenuti. 

Solo per una minoranza dei casi, la causa può essere riconducibile all’esposizione dell’embrione ad un agente teratogeno. 

Come abuso di alcool, alcuni farmaci assunti dalla madre, quali talidomide, litio, anticonvulsivanti, oppure per rosolia ed altre infezioni virali materne, per esposizione a radiazioni o a particolari sostanze chimiche e per diabete materno. 

Come vengono diagnosticate? 

Grazie ai progressi compiuti dalla medicina, attualmente le cardiopatie congenite possono essere diagnosticate anche durante la vita intrauterina, generalmente attorno alla 20^ settimana di gravidanza, mediante l’esecuzione di un ecocardiogramma fetale. 

Qualora questo non si verifichi, le cardiopatie congenite, dopo la nascita, possono essere sospettate per la presenza di sintomi come: cianosi, difficoltà respiratorie e/o di alimentazione, scarsa crescita, oppure per un soffio cardiaco o per un ECG patologico. 

Come si curano? 

Sostanzialmente quasi tutte le cardiopatie congenite possono essere trattate, con elevate probabilità di successo, con interventi di chirurgia convenzionale, emodinamica interventistica ovvero con terapia ibrida. 

Grazie ai progressi delle tecniche mediche, infatti, in molti casi è stato possibile ripristinare totalmente le funzionalità cardiache. 

Ma non per tutti è così purtroppo.

Ci sono infatti casi, in cui non ci sono terapie che portano ad una risoluzione definitiva del problema.

Ci sono molti pazienti che sono costretti a svolgere assidui controlli e terapie per tutta la vita. 

Dobbiamo aggiungere, che ci sono ancora pazienti per i quali tali patologie si rivelano essere fatali.

Infatti, le cardiologie congenite sono ancora tra le principali cause di mortalità neonatale ed infantile. 

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