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6 Luglio 2020
Ultima pubblicazione: 05 luglio 2020 19:02:09
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Salute

ETEROLOGA. FIGLI DI UN PADRE ANONIMO?

<Dr.ssa Granato, io non so cosa significhi essere padre biologico, non l’ho mai provato e non potrò mai. Crede che non sappia che il bambino che nascerà non sarà mai davvero mio figlio?>.

Questo è il pensiero più comune di chi si trova a dover affrontare, dopo una severa diagnosi di infertilità, la soluzione della fecondazione eterologa maschile.

Stando ai dati:

  • Il 54% dei pazienti non accetta la impossibilità di trasferire il proprio patrimonio genetico;
  • Il 28% dei pazienti manifesta fantasie sul donatore o sulla donatrice;
  • Il 18% dei pazienti teme di dover, un giorno, confidare al proprio figlio le sue origini.

Questo ultimo punto è particolarmente rilevante. Infatti, molte coppie si pongono il problema del se e come dire al figlio come è nato. Alcune di queste decidono di mantenere il segreto per evitare che i figli mettano in crisi la propria identità o il rapporto con gli stessi genitori.

È evidente che ciò che muove una coppia, nel desiderio di genitorialità, verso la metodica che fruisce di gameti di un donatore esterno (fecondazione eterologa), è sempre l’amore.

Per cui, nascondere il ricorso alla tecnica di fecondazione eterologa ai figli, frutto di quell’amore, può essere solo controproducente.

D’altronde, essere capaci di affrontare un percorso così difficile, implica coraggio, flessibilità, capacità di adattarsi. Perché non comunicarlo ai propri figli?

<E se un giorno il mio bambino, guardandosi allo specchio, inizi a nutrire dubbi sulla non corrispondenza dei caratteri fenotipici? O se a causa dei continui conflitti arrivi a mettere, persino, in discussione il nostro rapporto?>

Sono queste le domande che ogni coppia dovrebbe porsi, nel dubbio se rivelare o meno le loro origini.

Perché la possibilità di non vedere particolari somiglianze potrebbe indurre percezioni ambivalenti.

Di fronte al venir meno di una risposta esauriente ai propri dubbi, qualora i genitori abbiano deciso di non toccare l’argomento, potrebbe incidere negativamente sullo sviluppo psico-emotivo del bambino.

Riuscire a raccontare ai figli l’amore necessario a compiere questi passi potrebbe, non solo a far accettare e comprendere i motivi della scelta, ma a far sentire loro stessi frutto di qualcosa di unico… continua la lettura

Dr.ssa Chiara Granato
Biologa della Riproduzione
www.chiaragranato.it

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