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30 Settembre 2020
Ultima pubblicazione: 30 settembre 2020 15:19:45
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Dal mondo

ESPLOSIONE PROVOCA UNA STRAGE DI CIVILI

Esplosione provoca una strage di civili.

Nel pomeriggio del 4 agosto la capitale del Libano, Beirut, è stata devastata da un’esplosione avvenuta nella zona del porto. 

Il bilancio delle vittime è salito, oggi 5 agosto, a più di 100 morti e circa 4 mila feriti, ma gli ospedali sono già sotto pressione a causa delle vittime del Covid-19.

Inoltre, il Libano sta attraversando una delle più gravi crisi economiche e finanziarie degli ultimi anni, mentre aumentano le tensioni tra Israele e il gruppo sciita Hezbollah. 

Nelle immagini diffuse in televisione e sui social, si vede una densa colonna di fumo bianca, risultato di un primo scoppio e sotto di essa una serie di esplosioni minori, pochi secondi dopo una enorme onda d’urto a forma di fungo colpisce gli edifici circostanti facendoli crollare.

Forte è la paura per le tossine presenti nell’aria. 

“Ho visto una palla di fuoco e una colonna di fumo che si alzava sopra Beirut. C’erano persone che correvano e urlavano ovunque, con il volto insanguinato”, ha affermato un testimone. 

Varie zone del porto sono state rase al suolo, sono stati danneggiati centinaia di edifici, tra i quali il palazzo di Baabda, dove risiede il presidente. 

Si ipotizza che ad innescare la prima esplosione possa essere stato un lavoro di saldatura di un buco nel magazzino di fuochi d’artificio, mentre il secondo nell’hangar 12 del porto, in cui erano contenuti materiali altamente esplosivo: 2750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate nel 2013 da una nave russa battente bandiera moldava. 

Le esplosioni sono state udite fino a Nicosia (Cipro), a 240 chilometri di distanza; i sismologi le hanno registrate come l’equivalente di un terremoto di magnitudo 3.3. Ci sono danni per almeno 3-5 miliardi di dollari e migliaia di sfollati. 

Non ci sono certezze sulle cause dell’accaduto. Inizialmente, si è sospettato di un attentato a causa di un’ulteriore esplosione avvenuta nei pressi della residenza dell’ex premier sunnita Hariri.

La tesi che sia un incidente, però, resta comunque più probabile secondo le autorità. 

Diversi Paesi si sono offerti di inviare in Libano aiuti umanitari: a Beirut ci sono tre ospedali completamente distrutti e due gravemente danneggiati.

Il primo ministro Diab, in un appello in televisione, ha chiesto aiuto ai Paesi amici, tra i quali si sono già proposti Francia, Germania, Turchia, Russia, Cina e Cipro. 

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