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30 Luglio 2021
Ultima pubblicazione: 30 luglio 2021 06:46:12
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Attualità

DAD ATRIPALDA, DIRIGENTE BACCHETTA GENITORI ED ALUNNI

Dad Atripalda, linguaggio inappropriato nei confronti dei docenti. La dirigente Amalia Carbone bacchetta genitori ed alunni. La nota

“Si segnala ai genitori degli alunni delle scuole in indirizzo, che la partecipazione alle video lezioni è spesso accompagnata da comportamenti di disturbo e di mancato rispetto delle regole proprie del gruppo classe.

Naturalmente, tali atteggiamenti non sono generalizzati, né generalizzabili, tuttavia il disturbo arrecato da taluni alla lezione finisce per distrarre l’intero gruppo classe, soprattutto quando viene manipolata la piattaforma dagli stessi alunni per aprire o chiudere i microfoni ai compagni.

Altre segnalazioni sono relative alla continua mancata accensione della videocamera durante l’orario delle lezioni, lasciando aperta solo la chat come segnale di presenza o il mancato video collegamento alla lezione, riportando pertanto continue assenze in piattaforma.

Si ricorda che non vi è differenza nel comportamento da tenere durante le lezioni, tanto in presenza quanto a distanza e le regole da seguire sono esattamente le medesime delle lezioni in presenza.

Pertanto, al perdurare di tali atteggiamenti:

1. Disturbo ai compagni durante lel ezioni;

2. Comportamento irrispettoso nei confronti dei docenti;

3. Utilizzo di espressioni “colorite” e inappropriate sul piano linguistico e comportamentale, anche

da parte dei genitori;

4. Accensione/spegnimento dei microfoni dei compagni;

5. Interazione a videocamera spenta;

6. Continue assenze e mancata giustificazione al docente di classe;

I docenti prenderanno nota di quanto sopra riportandolo nel Registro di classe per le successive sanzioni disciplinari e segnalandolo alla scrivente per adire le vie legali, in caso di offese e insulti al personale docente che, è bene ricordarlo, “pubblico ufficiale” come riportato in Gazzetta Ufficiale, serie Generale del 9 agosto 2019:

“Art. 341 – bis (Oltraggio a pubblico ufficiale) :– Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni, è punito con la reclusione da

sei mesi a tre anni. 

La pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato”.

Atti violenti contro i professori possono essere costituiti non solo da offese, percosse, lesioni e violenza privata, ma il reato scatta anche in caso di stalking, minaccia e diffamazione, anche in un luogo pubblico come può essere il contesto della video lezione.

Anche l’ingiuria, oggi depenalizzata, costituisce reato se rivolta ad un pubblico ufficiale: si tratta, infatti, di oltraggio a “pubblico ufficiale”, delitto che può essere commesso dall’alunno che insulti apertamente il docente o che lo denigri in presenza di altre persone, ma anche dal genitore che irrompa in piattaforma aggredendo il docente.

Si invitano, pertanto, i genitori ad attenersi a quanto comunicato con la presente ed a supportare i propri figli nell’acquisizione del rispetto delle regole”.

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