Dopo il Termopolio, sagra del maiale e del chiringuito, spacciata per appuntamento identitaria, da questa amministrazione con un costo per le casse del nostro comune di oltre 17.500 euro ci aspettavamo che tutti gli spazzini di irpiniambiente e tutti e trenta dipendenti della Municipalizzata, si adoperassero per rimettere a posto il nostro centro storico.
Invece la sporcizia, lo ‘nzivamiento, il lardume, l’olio di semi di canapa indiana usato per friggere l’impossibile…era tutto ed è tutto ancora spiaccicato a terra.
Noi di ABC abbiamo già detto che questo tipo di manifestazioni non si possono fare né nel centro storico né in piazza.
Questa manifestazione non ha niente di identitario con il nostro comune, casomai è identitario di questa amministrazione.
A seguito della sagra del maiale e del gin tonic, è normale che si verifichino situazioni di sporcizia in città e che ciò possa generare polemiche.
La presenza di numerosi partecipanti, spesso con cibo e bevande, può portare ad un accumulo di rifiuti, e la pulizia può richiedere tempo per essere ripristinata.
Le polemiche possono nascere dalla percezione di degrado e dalla critica alle autorità competenti per la gestione della pulizia post-evento.
Una manifestazione che ha di fatto messo in ostaggio tutta la popolazione residente, compreso anziani e disabili, costretti o stare chiusi dentro le proprie case o addirittura per tre giorni ospiti da parenti altrove pur di stare lontani dal bordello enogastronomico, lardiato e alcolico
Una Sagra improponibile spacciata come appuntamento identitario è davvero blasfemo.
Far organizzare una festa da una agenzia esterna che porta gli stand da fuori che non fa girare economia alla nostra città, è una follia.
Cosa ha lasciato al centro storico? Solo immondizia e lardume. Cosa c’è di identitario? Nulla!
Il Termopolio se pure ci fosse stato duemila anni fa di certo era posizionato sopra alla Civita, ma abbiamo seri dubbi, visto che hanno ritrovato ben altro.
Nel centro storico c’è la Basilica Paleocristiana e quel poco che è rimasto della vecchia Atripalda dell’alto e basso Medio evo.
Nel centro storico ci sono la Cripta e la Chiesa Madre, la Chiesa dell’Annunziata, della Madonna delle Grazie che ci salvò dalla peste.
Ci sono i palazzi storici. Questa è la nostra identità!! La sagra della porchetta fatela altrove, ma senza i contributi delle nostre tasse.
Una cosa è certa: questa amministrazione ha davvero portato a termine quanto promesso in campagna elettorale: quello di portare la periferia di Atripalda a centro, si al centro della nostra città.
Oggi il centro storico è proprio uguale allo spettacolo delle periferie, degrado ovunque.


