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29 Novembre 2020
Ultima pubblicazione: 29 novembre 2020 15:20:12
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Salute

ASINTOMATICI E CARICA VIRALE, FACCIAMO CHIAREZZA

Asintomatici e carica virale, facciamo chiarezza.

La tanto temuta “seconda ondata” sembra sia effettivamente in atto in Italia, nonostante ci siano pareri contrastanti di alcuni medici che parlano di una seconda ondata fittizia, che sarà seguita da quella reale e peggiore. 

Da settimane stiamo assistendo ad una continua crescita di contagi da Covid-19, arrivando nella giornata di ieri a 203.182 mila positivi in Italia. 

Per quanto riguarda gli asintomatici, va specificato che il 13 ottobre rappresentavano il 56% dei contagiati, mentre i paucisintomatici (con sintomatologia scarsa) il 16%, i lievi il 21% e i critici il 7%, come riportato dal bollettino prodotto dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). 

“Parliamo di casi, intendendo le persone positive al tampone. Fra questi, il 95% non ha sintomi e quindi non si può definire malato”, queste le parole del virologo e professore emerito dell’Università di Padova, Giorgio Palù, che continua affermando: “è certo che queste persone sono state contagiate, cioè sono venute a contatto con il virus, ma non è detto che siano contagiose, cioè che possano trasmettere il virus ad altri. 

Potrebbero farlo se avessero una carica virale alta, ma al momento, con i test a disposizione, non è possibile stabilirlo in tempi utili per evitare i contagi”. 

I soggetti debolmente positivi presentano una carica virale molto bassa, ma comunque presente nell’organismo e quindi da non sottovalutare. 

Gli asintomatici sono coloro che non hanno sviluppato sintomi da coronavirus, ma risultano positivi al tampone naso-faringeo, o che hanno manifestato i sintomi del virus in passato, ma sono definiti clinicamente guariti. 

In entrambi i casi, questi soggetti sono considerati positivi, cioè non sono malati, ma possono potenzialmente trasmettere il virus. 

A giugno, Maria Van Kerkhovr, funzionario a capo del gruppo tecnico dell’OMS, aveva definito “il contagio dovuto agli asintomatici molto raro”, ma non è esattamente così: subito dopo, dovette intervenire spiegando che la sua affermazione faceva riferimento ad un set di dati molto limitato, che non dava, quindi, sufficienti evidenze scientifiche. 

Ci sono diversi studi che riguardano il contagio da parte degli asintomatici, da uno di questi, condotto a Seul nel Asan Medical Center, è emerso che la quantità di virus nel naso e nel torace di un asintomatico è comparabile a quella di una persona infettata con i sintomi classici (come tosse, febbre, raffreddore), rendendo l’asintomatico contagioso tanto quanto il sintomatico. 

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