Cresce la preoccupazione ad Atripalda per un allarme ignorato da troppo tempo.
Lo scorso sabato 23 agosto, presso la sede CAF di via Melfi ad Atripalda, si è riunito un comitato spontaneo cittadino che va a confluire con gli interessi dell’associazione “Salviamo la valle del Sabato” del Dott. Franco Mazza.
Sollevata dai cittadini la Legge 36 del 2001: “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici” il cui scopo è salvaguardare la salute dei lavoratori e del cittadino, tutelando il territorio e l’ambiente dall’inquinamento elettromagnetico.
Sorge spontaneo chiedersi il motivo dell’incontro e del sopra citato ordinamento legislativo.
Beh, la risposta è data dall’istallazione di antenne sul territorio atripaldese ben vicine al centro città e quindi alle case dei cittadini.
Con delibera comunale nel gennaio 2025 la giunta ha autorizzato l’istallazione del secondo trasmettitore.
Ad oggi, non siamo in grado di stabilire l’impatto ambientale che le onde radio hanno sulla zona, ma si potrebbe fare chiarezza sulla questione attraverso la trasparenza di dati di analisi, misurati al momento dell’istallazione.
Nel caso in cui questi non fossero sufficienti, e secondo il parere di esperti così sarebbe, il comune ha la possibilità di redigere dei regolamenti comunali, quindi può agire non da spettatore ma da parte attiva per la tutela del territorio.
Tramite l’acquisto o la richiesta di una centralina di verifica dei parametri elettromagnetici, si potrebbe infatti, stilare una convenzione con ARPAC (agenzia regionale protezione ambientale Campania) facendo così un primo passo verso le richieste dei cittadini e la salvaguardia del territorio.
Un susseguirsi di “disastri” ambientali che negli anni hanno avuto un chiaro e importante impatto sul territorio atripaldese ma soprattutto sulla salute delle persone.
I cittadini appaiono stanchi ed esasperati della continua mancanza di interesse nei confronti della salute pubblica.
I toni inizialmente pacati si sono accesi per la rabbia crescente accumulata nel corso degli anni. Chiaramente i cittadini cercano risposte concrete, attraverso dati certi per far si che seppure non si possa intervenire sul presente si possano evitare altre installazioni future.
“La strada del dialogo è quella da seguire, c’è un’amministrazione comunale a cui chiedere maggiori spiegazioni, la voce del cittadino deve farsi sentire, la forza del comitato sta nella grinta con cui un cittadino deve esprimersi” con queste parole il dottor Mazza ha mediato il confronto, donando fiducia al comitato.
Alla luce di quanto detto ci sarà un secondo incontro che si terrà sempre nella sede del CAF di via Melfi, venerdì 29 dalle ore 17.00, presenzierà anche il vicesindaco Domenico Landi che da subito ha mostrato interesse verso la questione.
Ricordiamo che le compagnie telefoniche non sono tenute a salvaguardare i cittadini poiché spinte da interessi puramente lavorativi, differentemente dal comune che è l’organo rappresentante di una cittadinanza, e per tale motivo è tenuto a tutelare i suoi cittadini.
Per tanto, occorre l’intervento di esperti sull’inquinamento elettromagnetico che siano spinti non da interessi aziendali ma umani.


